Il piano di lavoro: altezza e dimensioni
L'allegato XXXIV del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che il piano di lavoro per postazioni con videoterminale deve avere una superficie sufficientemente grande e una riflessione bassa, con altezza regolabile o comunque compresa tra 70 e 80 cm. Per la maggior parte degli utenti adulti, un piano fisso a 72–74 cm è adeguato.
La profondità minima del piano, per consentire il posizionamento corretto dello schermo a una distanza di almeno 50 cm dagli occhi, deve essere di almeno 60–70 cm. Le scrivanie con profondità inferiore a 60 cm possono rendere difficoltoso il rispetto di questa distanza, soprattutto con monitor di grandi dimensioni.
La larghezza del piano dipende dalla tipologia di lavoro: per una postazione con un solo monitor è sufficiente 120 cm, mentre per configurazioni con doppio schermo o con necessità di spazio per documenti cartacei si considerano 140–180 cm.
D.Lgs. 81/2008, Allegato XXXIV
Il piano di lavoro deve avere una superficie opaca con bassa riflettenza, sufficiente spazio per una postura comoda e facilità di pulizia. L'altezza deve essere adattabile alle caratteristiche dell'utente.
Tipologie di scrivania
Scrivania rettangolare standard
La configurazione più diffusa. Adatta a postazioni singole con monitor fisso. La semplicità costruttiva la rende la soluzione più economica e più facile da integrare in spazi di diverse dimensioni. Disponibile in molti formati, da 100 cm a 200 cm di larghezza.
Scrivania angolare a L
Occcupa due pareti adiacenti e offre una superficie di lavoro ampliata senza aumentare l'ingombro frontale. Adatta a chi utilizza più monitor, strumenti di disegno o necessita di zone di lavoro separate sulla stessa postazione. L'angolo a 90 gradi può essere destrorso o sinistrorso: la scelta dipende dalla disposizione della stanza e dalla mano dominante dell'utente.
Standing desk (scrivania regolabile in altezza)
Permette di alternare la postura seduta e in piedi durante la giornata lavorativa. I modelli con regolazione elettrica consentono il passaggio da 70 cm (seduta) a 120 cm (in piedi) in pochi secondi. Nei Paesi nordeuropei il loro utilizzo è più diffuso che in Italia, ma la domanda è cresciuta anche nel mercato italiano negli ultimi anni.
Le normative italiane non obbligano l'uso di standing desk, ma la variazione posturale è raccomandata dalle linee guida europee sulla prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici nei lavoratori sedentari.
Scrivania con ritorno
Simile alla configurazione a L ma con il piano secondario più stretto (spesso 50–60 cm di profondità), usato per appoggiarvi stampanti, telefoni o documentazione consultata frequentemente. Occupa meno spazio rispetto alla versione a L completa.
| Tipologia | Larghezza tipica | Adatta a |
|---|---|---|
| Rettangolare standard | 120–180 cm | Postazioni singole con 1–2 monitor |
| Angolare a L | 150–200 cm per lato | Doppio schermo, lavoro tecnico |
| Standing desk | 120–180 cm | Chi alterna postura seduta e in piedi |
| Con ritorno | 120 cm + ritorno 60–80 cm | Postazioni con stampante o phone |
Materiali del piano
I piani delle scrivanie per ufficio sono prodotti con diversi materiali, ciascuno con caratteristiche specifiche:
- Truciolato melaminico: il materiale più comune nel segmento di massa. Offre un buon rapporto tra prezzo e durabilità. La qualità varia in funzione della densità del pannello e dello spessore del rivestimento superficiale. Per uso professionale intensivo si consigliano pannelli con densità superiore a 650 kg/m³.
- MDF (Medium Density Fiberboard): superficie più uniforme rispetto al truciolato, adatta per finitura laccata. Più pesante e sensibile all'umidità.
- Laminato HPL (High Pressure Laminate): rivestimento superficiale ad alta resistenza applicato su substrato in truciolato o MDF. Più resistente ai graffi e all'usura rispetto al melamminico standard. Diffuso nelle forniture per uffici pubblici e contract.
- Legno massello: meno comune nelle scrivanie operative per via del costo più elevato e della variabilità dimensionale con le variazioni di umidità. Presente soprattutto in arredi direzionali.
- Vetro temperato: utilizzato per piani su struttura metallica. Estetica pulita ma richiede maggiore manutenzione per impronte e polvere.
Struttura e gambe
Le strutture metalliche in acciaio verniciato sono lo standard per scrivanie operative. Offrono stabilità, resistenza nel tempo e compatibilità con diversi formati di piano. I modelli con gambe regolabili in altezza permettono di adattare la scrivania all'utente senza modifiche strutturali.
Le strutture in legno massello o impiallacciato sono più frequenti nelle scrivanie direzionali. Dal punto di vista funzionale non offrono vantaggi rispetto alla struttura metallica, ma rispondono a criteri estetici specifici.
Gestione dei cavi
Un aspetto spesso trascurato in fase di acquisto è la gestione dei cavi. Le scrivanie destinate a postazioni con computer fissi, doppi monitor o multiple prese di corrente beneficiano di passacavi integrati, vaschette sottopiano o fori sul piano. La mancata gestione dei cavi non è solo un problema estetico: rappresenta un rischio di inciampo e un potenziale problema di sicurezza.
Certificazioni e acquisti nella pubblica amministrazione
Le forniture di mobili per uffici pubblici in Italia devono rispettare i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per il mobilio, pubblicati dal Ministero dell'Ambiente. I CAM richiedono requisiti su durabilità, contenuto di sostanze pericolose e possibilità di smontaggio per il riciclo. La documentazione aggiornata è disponibile sul sito del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Per i privati, la scelta di prodotti con certificazioni come FSC (Forest Stewardship Council) per il legno o GREENGUARD per le emissioni di COV offre un riferimento sulla qualità ambientale del prodotto.