Dai cubicoli all'open space: l'evoluzione degli uffici italiani
Il modello d'ufficio più diffuso in Italia negli anni '90 e 2000 era quello a uffici chiusi, con stanze singole o condivise da pochi colleghi. Negli ultimi quindici anni molte aziende hanno adottato configurazioni aperte (open space), con postazioni in file parallele e assenza di pareti divisorie fisse.
Questa transizione ha portato benefici in termini di riduzione dei costi al metro quadro e maggiore flessibilità nella disposizione, ma ha anche evidenziato problematiche legate all'acustica e alla concentrazione. Negli anni più recenti, molte organizzazioni hanno adottato modelli ibridi che includono aree aperte, sale riunioni, phone booth e spazi per il lavoro concentrato.
Disposizione delle postazioni
La disposizione delle postazioni influenza i flussi di lavoro, la comunicazione tra colleghi e il livello di rumore percepito. Le configurazioni più comuni sono:
- File parallele: postazioni allineate lungo assi paralleli. Massimizza il numero di postazioni per metro quadro. Efficace per team con lavoro prevalentemente individuale.
- Cluster: gruppi di 4–6 postazioni disposte a isola, spesso con pannelli fonoassorbenti laterali. Favorisce la comunicazione all'interno del gruppo riducendo le interferenze con gli altri cluster.
- Hotdesking: postazioni non assegnate, condivise a rotazione. Adatto per organizzazioni con alta percentuale di smartworking. Richiede soluzioni di storage personale (locker) e buona connettività wireless.
- Quiet zone: aree designate per lavoro che richiede concentrazione, con regole esplicite su silenzio e uso del telefono. Sempre più presenti nelle configurazioni ibride.
Acustica: un elemento spesso sottovalutato
Il rumore è uno dei principali fattori di disagio negli uffici open space. Studi europei sull'ergonomia degli ambienti di lavoro indicano che il rumore da conversazioni è considerato il disturbo più frequente nelle postazioni in aree aperte.
Le soluzioni di controllo acustico agiscono su tre livelli:
Assorbimento
Materiali fonoassorbenti riducono la riflessione del suono all'interno dello spazio. Le principali soluzioni sono:
- Pannelli acustici a soffitto (baffle o cloud ceiling)
- Rivestimenti murali in feltro o lana compressa
- Separatori di postazione con materiale fonoassorbente integrato
- Tappeti e moquette (riducono l'eco da pavimento)
Blocco
Pareti divisorie, cabine telefoniche (phone booth) e sale riunioni con vetrate acustiche bloccano la trasmissione del suono tra aree diverse. Il coefficiente di isolamento (Rw) è il parametro principale per valutare l'efficacia di una parete divisoria.
Mascheramento
Sistemi di sound masking diffondono un sottofondo sonoro a bassa frequenza che riduce la percezione delle conversazioni altrui senza aumentare il livello complessivo del rumore. Sono diffusi negli Stati Uniti e nel Nord Europa, ma ancora poco utilizzati in Italia.
UNI EN ISO 3382-3 – Acustica degli open space
Questa norma definisce i parametri acustici rilevanti per gli uffici open space, inclusi la distanza di distrazione (rD) e il livello di privacy acustica (rP). Viene utilizzata come riferimento nella progettazione di ambienti di lavoro in Europa.
Illuminazione
La norma UNI EN 12464-1 definisce i requisiti minimi di illuminazione per i luoghi di lavoro al chiuso. Per le postazioni con videoterminale, il valore raccomandato è di almeno 500 lux sul piano di lavoro, con uniformità di illuminamento e assenza di abbagliamento diretto.
Luce naturale
La luce naturale è preferibile a quella artificiale per il comfort visivo e il benessere dei lavoratori. La disposizione delle postazioni rispetto alle finestre deve tenere conto di:
- Evitare la luce solare diretta sugli schermi (causa abbagliamento e riflessioni)
- Posizionare le postazioni con gli schermi perpendicolari alla fonte di luce, non di fronte
- Utilizzare tende schermanti o pellicole per vetri nelle ore di massima irradiazione
Illuminazione artificiale
I sistemi LED sono lo standard attuale per l'illuminazione degli uffici. I parametri da valutare includono:
- Temperatura di colore: 4000 K (bianco neutro) per ambienti di lavoro diurni; 3000 K (bianco caldo) per spazi con funzione di relax o riunioni.
- Indice di resa cromatica (CRI/Ra): almeno Ra 80 per ambienti di lavoro standard, Ra 90 per ambienti che richiedono valutazioni di colore precise.
- Assenza di flickering: rilevante per chi lavora molte ore davanti a schermi; un flickering anche a frequenze non percepibili consciamente può causare affaticamento visivo.
Qualità dell'aria e benessere ambientale
Il D.Lgs. 81/2008 include prescrizioni sulla qualità dell'aria negli ambienti di lavoro chiusi: temperature, ricambio d'aria e umidità relativa. Per uffici con lavoratori sedentari, la temperatura raccomandata è compresa tra 18 e 22°C in inverno e non superiore a 26°C in estate.
Ventilazione
Negli edifici con sistemi di climatizzazione centralizzata, la portata d'aria fresca per persona è un parametro critico. Valori bassi di ricambio d'aria si associano ad aumento di CO₂ e riduzione della concentrazione. Le normative UNI sugli impianti di ventilazione (UNI 10339) indicano portate minime in funzione della tipologia di locale.
Piante da interno
L'introduzione di piante da interno negli uffici è aumentata anche per ragioni estetiche. La ricerca disponibile indica effetti positivi percepiti sul benessere soggettivo, sebbene l'impatto sulla qualità dell'aria in spazi commerciali ventilati sia limitato rispetto ad ambienti chiusi con scarso ricambio.
Le specie più adatte agli uffici includono: Sansevieria trifasciata (resistente a scarsa illuminazione), Epipremnum aureum, Chlorophytum comosum. La cura richiesta è minima.
Mobili per ufficio con funzione acustica e ambientale
Il mercato italiano dell'arredo per ufficio propone soluzioni che integrano funzione strutturale e controllo ambientale:
- Pareti verdi verticali: sistemi modulari con piante vere o stabilizzate montati su struttura metallica a parete. Effetto estetico elevato; le versioni con piante vere richiedono sistemi di irrigazione.
- Pannelli divisori fonoassorbenti con lana di roccia: separatori di postazione che combinano privacy visiva e attenuazione acustica.
- Cabine acustiche monoposto: strutture autoportanti insonorizzate per telefonate o videoconferenze. Disponibili in versioni fisse e semi-mobili.
- Scaffalature come elementi divisori: librerie a doppia faccia usate come separatori non portanti tra aree diverse dello stesso spazio.
Il mercato italiano: alcuni riferimenti
In Italia operano numerosi produttori di arredo per ufficio con gamma completa, tra cui aziende storiche del distretto brianzolo (Brianza, in Lombardia), tradizionalmente specializzato nella produzione di mobili. Fiere di settore come il Salone del Mobile di Milano includono sezioni dedicate all'arredo per ufficio (Workplace3.0) con le ultime tendenze del settore.
Per acquisti nella pubblica amministrazione, il portale Consip gestisce gare d'appalto nazionali per la fornitura di mobili per ufficio, con requisiti tecnici specifici e CAM (Criteri Ambientali Minimi) obbligatori. La documentazione è disponibile sul sito Consip.